INSETTI LUMINOSI MANGIALEGNO


Di questi insetti si trovano parecchie tracce scritte, e se ne parla in molte fonti, anche antichissime.

I Mangialegno hanno un ciclo vitale che dura all'incirca un anno, ma non hanno un mese favorito per la deposizione delle uova o per la schiusa dell'individuo adulto, per cui può capitare di incontrare colonie di questi insetti nei vari stadi in ogni stagione.

Il loro ciclo vitale è così composto:
UOVO: le uova sono molto piccole, misurano meno di un millimetro di diametro e hanno l'aspetto trasparente con un puntino più scuro all'interno. Vengono deposte in crepe o fenditure del terreno. Poichè i Mangialegno non disdegnano di abitare in zone vicine all'uomo, non è difficile trovarne anche tra i mattoni dei muri o le mattonnelle dei selciati. L'insetto cresce dentro all'uovo per circa una ventina di giorni. Poco prima della schiusa l'ovetto non è diventato più grande, ma è tutto scuro. Possono trovarsi anche milioni di uova in zone circoscritte, ma non tutte maturano fino a far sgusciare un insetto adulto.
LARVA: Il primo stadio larvale dura appena una decina di giorni. L'insetto sgusciato è di color bruno molto scuro ed ha l'aspetto di un vermetto di circa 3 mm di lunghezza, durante questo stadio l'insettino si dedica a consumare i gusci delle uova da cui sono nati lui e i suoi fratellini, nonchè le uova non schiuse. Dopo di che tutta la colonia cade in una sorta di torpore, non si capisce bene cosa regoli questa cosa, ma sembra che tutte le piccole larve si addormentino simultaneamente o a intervalli al massimo di alcuni istanti. Durante il sonno avviene la prima metamorfosi.
LARVA ALATA: Dopo tre o quattro giorni di torpore le larve si svegliano, ancora una volta tutte assieme, e la loro schiusa è uno spettacolo affascinante, specialmente se capita di assistervi nelle ore notturne: dalle crepe si sollevano come delle bolle di gas luminescente che sembrano esplodere in sbuffi fosforescenti. Tra questo strano gas si sollevano le piccole larve nel loro primo volo. Si tratta di insetti di circa 5 mm, di colore ambrato, fornite di alucce trasparenti. Le larve alate sciamano verso gli alberi dove si rifugiano sotto la corteccia. Lo stadio di larva alata dura all'incirca quattro mesi, durante i quali le larve si nutrono della polpa dell'albero che spesso si sgretola completamente quando gli insetti, dopo la seconda metamorfosi, si liberano nell'aria come adulti. La seconda metamorfosi impiega pure tre o quattro giorni
INSETTO ADULTO: L'insetto adulto presenta il corpo un po' più tozzo della larva alata e, cosa che lo caratterizza, brilla di luce propria. Anche le ali, che restano trasparenti, hanno delle piccole venature fluorescenti che le irrobustiscono. La dimensione dell'insetto adulto varia parecchio, va dal centimetro regolare ai 2 cm che raggiunge dopo i pasti. Caratteristica dell'insetto adulto è la voracità e rapidità con cui divora il legno. Predilige il legno stagionato, quindi è attratto dagli oggetti fabbricati dall'uomo, che non sono certo di legno verde. Uno sciame di questi insetti è in grado di divorare uno scudo in pochi attimi. (non attacca l'ombrolegno, e per smantellare l'ebano ci impiega il doppio del tempo).

Le sue abituidini sono piuttosto note: vive in grandi sciami che conducono vita nascosta negli stadi larvali, mentre nello stadio adulto, che dura sei o sette mesi, alternano lunghi periodi di digestione in luoghi riparati a grandi abbuffate.

Gli insetti sono bisessuati ed in genere si accoppiano dopo le grandi mangiate, nei primi due mesi di stadio adulto svolgono la funzione di femmina e producono un numero impressionante di uova (delle quali però solo una certa percentuale arriva a schiudere, il resto funge da nutrimento per lo primo stadio larvale). Nell'ultima parte della vita svolgono la funzione di maschio, ma questi ruoli possono variare in caso di sproporzioni tra gli insetti delle varie età.


Essendo stati studiati molto bene, le storie leggendarie sono state più o meno confutate tutte, e sono per lo più andate perdute. Ve n'è traccia in qualche favola che parla di 'alito dello spirito della luce', ma è considerata più una risorsa poetica che una leggenda vera e propria.

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